Gambe, cuore, mente.

Passione, cultura, sacrificio: gli ingredienti fondamentali di una carriera difficile, certo, ma straordinariamente affascinante.
Questa è la ricetta che Paolo Gambescia ha suggerito ai ragazzi del Liceo Scientifico “Galilei”, dell’Istituto “De Titta-Fermi” e della Scuola Media “Umberto I” di Lanciano, riunitisi ieri alla Casa di Conversazione per confrontare le loro esperienze di giornalisti “in erba” con quelle di un professionista della carta stampata, che ha diretto in passato quotidiani come “Il Messaggero”, “Il Mattino”, “L’Unità” e si è occupato per oltre quarant’anni di politica, mafia, scandali giudiziari.
Un fiume in piena di ricordi: dai suoi esordi, nella redazione del “Messaggero” a Lanciano, sotto la guida esperta del prof. Emiliano Giancristofaro, passando per i primi incarichi di cronaca nera nella redazione romana del giornale fondato da Antonio Gramsci, fino alle esperienze successive da direttore.
Un giornalista “vecchia maniera”, che si è sempre considerato al servizio della collettività e della verità, senza mai ricercare lo “scoop” scandalistico e con un occhio costantemente rivolto al rispetto delle persone e dei loro contesti di appartenenza.
Con lui, oltre ai rappresentanti della nostra redazione, i professori Luciano Biondi ed Ivana Innamorati, anche il giornalista Pier Paolo Di Nenno, coordinatore de “Il ponte” dell’istituto “De Titta-Fermi”, e la prof.ssa Rosalinda Madonna, coordinatrice del “Il mondo in una scuola”, giornale della scuola media “Umberto I”, nonché de “L’arcobaleno”, giornale dell’Istituto Penitenziario di Lanciano.
Dunque uno spaccato interessante e vario delle attività scolastiche legate all’inchiesta e alla scrittura giornalistica estese anche alla realtà difficile, triste ma anche molto commovente dei detenuti.
Nell’ultima parte una carrellata dei giornali che hanno fatto la storia del nostro Istituto, dal primo numero del “Cannocchiale”, datato 1969, fino alla nostra versione web. A commentarli i redattori dell’epoca: gli avvocati Giulio De Fidelibus e Domenico Russo del “Cannocchiale” anni ’70, che esprimeva tutto l’impegno politico della contestazione studentesca; l’avv. Antonio Fattore, redattore del giornale degli anni ’80 “Il tarallo”, che già nel nome lasciava intendere il taglio ironico e leggero dei suoi fogli, insieme al vignettista, l’ing. Gabriele Capuzzi.
Al di fuori della storia dei giornali studenteschi l’esperienza di un giovanissimo Emiliano Giancristofaro e del suo “Asino rampante”, eccellente giornale di riflessione politica ed attualità dei lontani anni ’50.
Tra il pubblico tanti studenti ma anche docenti ed ex- docenti del Galilei che sono stati coinvolti in un bellissimo “tuffo nel passato”.


La redazione