The Last Foundling

The Story:

The Last Foundling is the story of a young boy growing up in Britain’s first children’s home, the Foundling Hospital, which began its pioneering work in 1739. I joined the hospital exactly two centuries later when my mother found herself unable to cope in a London which was about to be plunged into war.

During the years of the Second World War, the hospital became more like a prison than a children’s home. My book tells of the extraordinary happenings that took place in the Foundling Hospital and the story of my mother, the unmarried daughter of an elder in the Church of Scotland who gave me up as a nine-week-old baby for fear of the shame her family would endure if she returned to the north with a child out of wedlock.

Interestingly, my story may never have found its way into mainstream publishing were it not for my blog, lastfoundling.com, and a Google search from a major publishing house, while researching the Foundling Hospital, which caused them to stumble on it. All power to us bloggers, I say!

The Last Foundling (Pan Macmillan) was released on 13 March 2014 and has been featured in a number of national newspapers including The Guardian, The Daily Mail and The Daily Mirror.

Lo scrittore ci ha gentilmente concesso di pubblicare l’intervista

Voci: Davide Marcaccini, Francesca Malandra; Samuele Caniglia
Riprese: Alice Spadano, Vittoria De Giosa
Doppiaggio scritto: Francesca Malandra, Samuele Caniglia
Recensione: Vittoria De Giosa, Lorenzo Abbonizio
Montaggio e post-produzione: Davide Marcaccini, Luigi Finizio

Classe: 2°C, Liceo Scientifico Galileo Galilei di Lanciano

Fonti e approfondimenti:

https://www.facebook.com/groups//?ref=share

https://m.facebook.com/lastfoundling/

Bilanci dallo Sportivo.

Si dice che il tempo passi in fretta.
Si dice che esso sia veloce come un ghepardo.
Si dice che la vita sia un brivido che vola via, un equilibrio sopra la follia.
Vasco ci insegna che questa stessa vita, nonostante sia breve, va vissuta, ma vissuta veramente. In questi 5 anni ho capito che la “Vita Spericolata” citata nella sua più che nota canzone esiste davvero: basta sorridere ad essa così com’è.
Con molta nostalgia va ammesso che ne abbiamo affrontate di cotte e di crude, nel bene e nel male: a numerosissime attività organizzate ad hoc per il nostro Indirizzo, si sono affiancate diverse critiche legate al rendimento didattico degli alunni ed al loro comportamento “vivace”. Critiche spesso vere, ma altrettanto spesso altro non erano che luoghi comuni. Sì, perché il Liceo Scientifico Sportivo è spesso stato al centro di numerose discussioni: ciononostante, come tali, ci hanno dato sempre l’opportunità di crescere, come uomini prima che come studenti. Anthony Jay Robbins (meglio noto come Tony), autore e filantropo americano, sostiene che “Ogni problema è un dono – Senza problemi non sapremmo crescere”. E di chance per crescere, per quanto ci riguarda, ne abbiamo avute tante. Siamo stati infatti accompagnati in un percorso estremamente variopinto, fatto di tante opportunità, tante occasioni per formarci e tante attività per approfondire lo sport in tutte le sue sfumature. Già, perché questo Indirizzo presuppone uno studio mirato delle Scienze Motorie e Sportive, le quali vengono messe sullo stesso piano delle materie comuni ad ogni indirizzo.
Ebbene sì, questo viaggio si conclude con tanti bei ricordi di momenti passati, tante lacrime di gioia per averli vissuti, ma soprattutto tanta speranza: la speranza di chi sa che ci sono stati compagni di viaggio i cui nomi rimarranno indelebili, scolpiti nel nostro cuore.
Questa sarà la nostra forza sempre: siamo un Indirizzo diverso, ma proprio perché tale ci siamo distinti in tutto, nel bene e nel male.
Fiero di aver scelto “lo Sportivo”, orgoglioso dei miei compagni e soddisfatto delle nostre decisioni, saluto queste 4 nostalgiche mura, che tanto mi hanno lasciato, e tanto hanno ricevuto.
Infine va oltremodo ringraziato chi mi ha accompagnato ogni giorno in questa colorata avventura: sappiate che io, per quanto difettoso possa essere, non vi dimenticherò mai.

Mattia Moretta V I

Gambe, cuore, mente.

Passione, cultura, sacrificio: gli ingredienti fondamentali di una carriera difficile, certo, ma straordinariamente affascinante.
Questa è la ricetta che Paolo Gambescia ha suggerito ai ragazzi del Liceo Scientifico “Galilei”, dell’Istituto “De Titta-Fermi” e della Scuola Media “Umberto I” di Lanciano, riunitisi ieri alla Casa di Conversazione per confrontare le loro esperienze di giornalisti “in erba” con quelle di un professionista della carta stampata, che ha diretto in passato quotidiani come “Il Messaggero”, “Il Mattino”, “L’Unità” e si è occupato per oltre quarant’anni di politica, mafia, scandali giudiziari.
Un fiume in piena di ricordi: dai suoi esordi, nella redazione del “Messaggero” a Lanciano, sotto la guida esperta del prof. Emiliano Giancristofaro, passando per i primi incarichi di cronaca nera nella redazione romana del giornale fondato da Antonio Gramsci, fino alle esperienze successive da direttore.
Un giornalista “vecchia maniera”, che si è sempre considerato al servizio della collettività e della verità, senza mai ricercare lo “scoop” scandalistico e con un occhio costantemente rivolto al rispetto delle persone e dei loro contesti di appartenenza.
Con lui, oltre ai rappresentanti della nostra redazione, i professori Luciano Biondi ed Ivana Innamorati, anche il giornalista Pier Paolo Di Nenno, coordinatore de “Il ponte” dell’istituto “De Titta-Fermi”, e la prof.ssa Rosalinda Madonna, coordinatrice del “Il mondo in una scuola”, giornale della scuola media “Umberto I”, nonché de “L’arcobaleno”, giornale dell’Istituto Penitenziario di Lanciano.
Dunque uno spaccato interessante e vario delle attività scolastiche legate all’inchiesta e alla scrittura giornalistica estese anche alla realtà difficile, triste ma anche molto commovente dei detenuti.
Nell’ultima parte una carrellata dei giornali che hanno fatto la storia del nostro Istituto, dal primo numero del “Cannocchiale”, datato 1969, fino alla nostra versione web. A commentarli i redattori dell’epoca: gli avvocati Giulio De Fidelibus e Domenico Russo del “Cannocchiale” anni ’70, che esprimeva tutto l’impegno politico della contestazione studentesca; l’avv. Antonio Fattore, redattore del giornale degli anni ’80 “Il tarallo”, che già nel nome lasciava intendere il taglio ironico e leggero dei suoi fogli, insieme al vignettista, l’ing. Gabriele Capuzzi.
Al di fuori della storia dei giornali studenteschi l’esperienza di un giovanissimo Emiliano Giancristofaro e del suo “Asino rampante”, eccellente giornale di riflessione politica ed attualità dei lontani anni ’50.
Tra il pubblico tanti studenti ma anche docenti ed ex- docenti del Galilei che sono stati coinvolti in un bellissimo “tuffo nel passato”.


La redazione