La consapevolezza ed il valore delle parole: un incontro inusuale con il prof. Luca Serianni.


Un uomo canuto con occhi acuti e penetranti e dalla figura esile ha interrotto improvvisamente il brusio dell’aula professori piena di studenti di alcune classi quinte dei Licei Scientifici di Lanciano e di Vasto. E’ così iniziato l’incontro di giovedì 9 maggio con il Prof Luca Serianni, famoso linguista e filologo italiano, considerato uno dei più attendibili e influenti studiosi della nostra lingua. Professore universitario di Storia della lingua italiana all’università degli Studi di Roma “La Sapienza”, nonché socio dell’Accademia della Crusca e dell’Accademia dei Lincei, nella fase più matura della sua carriera universitaria ha incentrato le sue ricerche sulla grammatica, sulla lingua letteraria e sui linguaggi settoriali. Molto famosa, ad esempio, la grammatica italiana, “Suoni, forme e costrutti”, scritta nel 1988, e celebre il Dizionario della Lingua italiana “Devoto – Oli” che ha personalmente curato.
Perché questo professore universitario è tanto vicino a noi studenti in questi giorni? Perché le testate giornalistiche più importanti e tutto il web gli hanno dedicato pagine e interviste? Perché è stato coordinatore del gruppo di studio che ha elaborato il nuovo modello della Maturità 2018-2019. Nominato dalla ministra Fedeli nel 2017, la proposta elaborata dalla sua commissione è stata accettata anche dall’attuale ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, e quest’anno costituirà la nostra prova d’esame.
L’esame di maturità è sempre stato una prova del curriculum scolastico italiano tanto discussa, ed in particolare l’ultima riforma dell’esame di stato è stata accolta, come ogni novità, con grande diffidenza. Non è un caso che si parli di trent’anni di maturità sperimentale ricordando il periodo che va dal 1969 al 1997, prima della riforma dell’allora ministro Berlinguer e che oggi siamo, a causa dei cambi di governo, ancora avvolti da un velo di confusione su questo tema solo ad un mese dall’esame.
Con il suo eloquio fluente e preciso il prof. Serianni ci ha parlato del nuovo esame fornendoci dei suggerimenti importanti sull’impostazione della prima prova della maturità con argomentazioni condivisibili e di grande assonanza con l’impostazione liceale attuale. Impressionante è stata la chiarezza, la semplicità espositiva con la quale ci ha sottolineato che il “testo non deve essere scritto come capita”, ma deve essere preceduto da un momento di profonda riflessione finalizzato all’organizzazione, alla connessione, alla coerenza delle argomentazioni avanzate …. il tutto opportunamente condito da ricchezza e padronanza lessicale. Non di minore importanza deve essere la parte dedicata alle nostre personali valutazioni che sono utili ai commissari per valutare la maturità raggiunta dallo studente. Infatti aggiunge che esprimersi e capire quello che si legge mette al riparo dalle fake news e dall’incapacità di distinguere tra propaganda e buona informazione. Dice infine che “….i vincoli non rappresentano un condizionamento della prova e non devono essere intesi come dei pesi per lo studente, ma come delle guide. Proprio come una strada con una segnaletica che serve per orientarsi meglio”.
Per quanto riguarda la prova orale, varie domande sono state poste al linguista Serianni soprattutto incentrate sulla parte inerente “Cittadinanza e Costituzione”. Sebbene la prova orale non sia stata un suo preciso argomento di lavoro, il professore ci ha suggerito di cercare di capire cosa significhi essere un cittadino e di leggere attentamente gli articoli 1 e 54 della Costituzione Italiana. Ci ha inoltre indicato che uno spunto interessante per la discussione della prova orale potrebbe essere il collegamento tra il percorso di alternanza scuola lavoro da noi intrapreso e un argomento di Cittadinanza e Costituzione.
La cultura deve essere intesa come un dovere dello studente che deve costruire il suo futuro. Un futuro che in questi anni è sempre più incerto dal punto di vista lavorativo in Italia, basti pensare, come ha sottolineato il prof. Serianni, alla cosiddetta “fuga dei cervelli”, fenomeno sempre più dilagante che non si manifesta unicamente nel mondo della ricerca. Le ragioni percepite solo come ragioni puramente di ordine finanziario in realtà sono molto spesso legate a impedimenti e limiti che rendono la vita in Italia molto difficile. Anche se questo fenomeno non può essere ignorato, Il prof. Serianni ci ha incoraggiato a studiare e studiare per essere concorrenziali in questo mondo sempre più competitivo e specialistico, dove il merito “in qualche modo” viene premiato. La trasversalità del sapere e l’impostazione scolastica multidisciplinare sono ancora i nostri punti di forza sia in Italia che all’estero.
Rimane, però, una domanda in sospeso che non trova risposta tra le parole del Professore ossia come fare a conciliare la trasversalità del sapere dell’educazione scolastica con la direzione estremamente specialistica che l’università ci richiede. Pur apprezzando l’idea di una cultura senza confini, noi tutti ci chiediamo quale sia il momento di continuità tra questi punti di vista così differenti del sapere.
Il tempo della conferenza è trascorso così velocemente che ci siamo trovati di fronte agli occhietti acuti del Professore che ci stava salutando e augurava a tutti i ragazzi del Liceo un’ottima prima prova d’esame!
In bocca al lupo a tutti i ragazzi delle classi quinte che dal 19 giugno affronteranno le prove del loro ultimo esame da liceali e “le prime da studenti maturi”.

Camilla d’Angelo 5°B