Scrittori in cornice. Marcello Marciani e Remo Rapino.

Due scrittori pluripremiati della nostra terra si raccontano. Esordi, esperienze, passioni in un’intervista doppia tutta da godere…

Marcello Marciani è nato a Lanciano, dove vive, nel 1947. Ha pubblicato tra gli altri: L’aria al confino (1983), Caccia alla lepre (1995), Per sensi e tempi (2003), Nel mare della stanza (2006), La Ninnille (2007), La corona dei mesi (2012), Rasulanne (2012).

Remo Rapino è nato a Casalanguida (Ch) nel 1951 e vive a Lanciano. Ha pubblicato tra gli altri: Dissintonie (1993), La vita buona (1996), Caffetteria (1998), Cominciamo dai salici (2002), Un cortile di parole (2006), I ragazzi che dicevano okay (2011), Il salice, il grano, la rosa (2011), Esercizi di ribellione (2012), Quaderni, storie di calcio quasi vere (2015), Vite di sguincio (2017).

Voci di Emanuele Di Sante IV F, Martina Ciancetta e Perla Nuschese II D

Gli scrittori ci hanno gentilmente concesso di pubblicare la loro intervista.

Scrittura creativa ed altro. Roberto Cotroneo incontra gli studenti.

Social network, fama, creatività. Sono alcuni dei temi trattati durante l’incontro con lo scrittore e giornalista Roberto Cotroneo, svoltosi a Lanciano in occasione del cinquantesimo anniversario del Liceo Scientifico Galileo Galilei. L’evento si è tenuto alla presenza della moderatrice professoressa Annamaria Mililli, della dirigente scolastica professoressa Eliana De Berardinis e di un folto pubblico di studenti e docenti.
Sul tavolo un e-book e un libro cartaceo. Da lì si è partiti per affrontare tematiche di stringente attualità, quali la radicale trasformazione della scrittura e della comunicazione. Cotroneo ha da subito suscitato la nostra attenzione con un riferimento alle classifiche editoriali che influenzano, ormai quasi esclusivamente, i lettori nelle loro scelte. Il pubblico, oggi più che mai, viene erroneamente attirato dal successo dei libri come se popolarità significasse inequivocabilmente “qualità”.
A questa riflessione è seguita quella sui social network , che rappresentano un’ulteriore rivoluzione della scrittura dopo quella degli sms. Essi vengono utilizzati da una parte con il tentativo di raggiungere notorietà e visibilità, dall’altra come un mezzo per esprimere in modo semplice ed immediato la propria creatività. Luci e ombre di uno strumento diffuso tra giovani e meno giovani che ne fanno un uso spesso eccessivo e inopportuno. I “social” esalterebbero dunque espressioni artistiche come la fotografia, ma inevitabilmente limitano le potenzialità della scrittura, semplificandola in modo eccessivo.
E’ stato proprio il tema della progressiva “semplificazione” e banalizzazione della lingua l’altro snodo tematico che ha suscitato vivo interesse tra i presenti.
Si è parlato infatti della “mortificazione” che la lingua italiana sta subendo, anche a causa della enorme diffusione di generi “leggeri” come il racconto giallo, spesso straniero, la cui traduzione tende in molti casi a banalizzare la complessità e il fascino della nostra lingua.
In conclusione si è riflettuto sul nostro tempo e su come esso stia subendo una veloce e inesorabile decadenza culturale.
Come l’ultimo libro di Roberto Cotroneo , intitolato “Niente di personale”, testimonia, siamo molto lontani dalla Parigi degli anni venti, o dalla Roma degli anni ’50, ma d’altronde la storia della civiltà, ha aggiunto l’autore, è stata sempre caratterizzata dall’alternarsi di fasi di splendore a momenti di transizione: non dimentichiamo che “l’Autunno del Medioevo”, come sostenuto dallo storico Huizinga, ha segnato l’inizio del nostro Rinascimento. Un finale che sicuramente ci ha regalato un barlume di speranza.

Valentina Di Cristofano IV D

Vincenzo Polidoro IV D


Scrittori si diventa: i consigli di Alessio Romano.

In occasione della terza edizione del Certame Letterario, concorso di scrittura riservato agli alunni delle scuole superiori di Abruzzo e Molise, la casa editrice Carabba ha organizzato un webinar con Alessio Romano, autore pescarese di romanzi e racconti tra I quali l’ultimo “D’amore e baccalà”, racconto di viaggio alla scoperta del Portogallo, tra amore e gastronomia, sogno e realtà.

Questa sorta di lezione online aveva lo scopo di aiutare i partecipanti al Certame ad interpretare il tema del “viaggio” da sviluppare per il concorso. La consegna prende spunto da una citazione di Anatole France: “Viaggiare non significa tanto spostarsi da un luogo all’altro quanto cambiare opinioni e pregiudizi”.

Partendo da qui lo scrittore ha ripercorso i secoli, spiegando che l’intera storia dell’umanità può considerarsi un viaggio e ha citato la Bibbia, l’Odissea e viaggiatori come Marco Polo, Dante, a suo modo, e Cristoforo Colombo, e le loro importanti scoperte, arrivando fino ad oggi.

Ha precisato che in un viaggio non è importante cosa venga guardato, ma chi guarda e il suo personalissimo punto di vista, aggiungendo che per raccontare bisogna accendere il “pc dei sensi” per arricchire le descrizioni, leggere quello che è stato scritto da chi prima di te ha visitato quel posto e soprattutto avere una capacità empatica per descrivere gli incontri.

Dopo questa introduzione Alessio Romano si è mostrato molto disponibile verso chi volesse porgergli delle domande, anche tecniche, sulla scrittura. Agli studenti ha dato consigli riguardo gli stili, che possono variare soprattutto in corrispondenza dei passaggi tra i vari blocchi di descrizione, dialogo, divagazione o narrazione. Ha spiegato che un racconto sul viaggio è più bello se narrato in prima persona, anche utilizzando vari punti di vista, in modo da inserire diverse idee e pensieri. Infine ha sottolineato che non c’è un solo tipo di linguaggio da usare, basta che esso risulti chiaro e semplice, e che il viaggio può essere raccontato sotto forma di diario, lettera, magari immaginando anche una corrispondenza, sotto forma di social network, il “diario di viaggio” dei cosiddetti influencer, o come semplice testo narrativo.

Ci ha salutato con una raccomandazione: affinché un racconto di viaggio venga apprezzato deve trasmettere emozioni vere e autentiche, solo così il lettore potrà provarle assieme al suo scrittore.

Martina Ciancetta II D