IL PERICOLO CHE ARRIVA DALLO SPAZIO MA NON È ALIENO

La preoccupazione per la spazzatura spaziale risale all’inizio dell’era dei satelliti, ma il numero di oggetti in orbita sta crescendo e i ricercatori stanno studiando e sviluppando nuovi modi per prendere di petto il problema.

I detriti spaziali, meglio conosciuti come rifiuti spaziali, definendoli secondo wikipedia, sono tutto ciò che è stato creato e utilizzato dall’uomo (parti di navicelle, razzi, sonde) ed ora non essendo più di utilità, orbita attorno al nostro Pianeta. 
Aumentati spropositatamente negli ultimi decenni di pari passo al crescente sviluppo dell’esplorazione spaziale, sono ora un fattore di rischio per l’alta probabilità di collisioni con satelliti attualmente funzionanti.
Infatti per precauzione alcuni veicoli spaziali sono equipaggiati con particolari protezioni in modo da evitare questi eventi, ne è un esempio la Stazione Spaziale Internazionale.
È stata inoltre fondata una organizzazione ONU che si occupa di questo preoccupante problema, la IADC(Inter Agency Space Debris Committee).
Alcuni detriti si trovano in orbita bassa (fino a 600 km secondo la NASA), quindi vicini alla Terra e attraversano in breve tempo l’atmosfera, altri sono più lontani (1100 km) e rischiano di restare in orbita anche secoli.
Il rischio principale che questi detriti comportano è quello di entrare in collisione con un satellite in funzionamento e quindi danneggiare sia esso sia gli astronauti che lo abitano.
I detriti viaggiano a velocità elevatissime, più alte di quelle di un proiettile, e ciò rende pericolosi anche i detriti dalle dimensioni minori a quelle di 1 millimetro.
Inoltre, il possibile impatto fra rifiuti spaziali e satelliti moltiplicherebbe il livello totale di detriti, causando la cosiddetta Sindrome di Kessler.

Il National Research Council americano ha sottoposto il problema, accusando la NASA di non stare tenendo in debita considerazione le eventuali conseguenze che potrebbero nascere da tutta questa spazzatura in orbita; da parte sua, l’agenzia per il programma spaziale degli Stati Uniti ha ammesso di essere perfettamente consapevole del fatto che nella nostra orbita circolano tantissimi rottami, al punto da riconoscere di aver creato una situazione che potrebbe diventare ingestibile. Una previsione che, se realizzata, potrebbe portare a un vero e proprio disastro. Detriti che si scontrano tra di loro, creandone così sempre di più: per adesso la quota approssimativa stimata dalla NASA è di 19000 oggetti “indesiderati” nello spazio superiori a 10 centimetri e 5000 inferiori a 10 centimetri, con milioni di frammenti microscopici non quantificabili. Anno dopo anno manovre di questo tipo diventano più frequenti, dato uno spazio sempre più congestionato. Basti pensare che nel solo 2017 sono stati spediti in orbita più di 4000 satelliti: militari, civili, amatoriali e commerciali. Si tratta di un numero che supera di quattro volte quella che è stata la media nel decennio 2000-2010.

  • Il caso più eclatante è stato sicuramente quando la Stazione Spaziale Tiangong-1 nel 2018 ha lasciato tutti con il fiato sospeso quando è stata dichiarata fuori controllo e pronta a precipitare in qualsiasi luogo del Pianeta. E date le sue dimensioni, grande come un autobus, e il suo peso, 8 tonnellate, è stato un problema abbastanza serio da affrontare. Alla fine si è schiantata ad Aprile nell’Oceano Pacifico, ma non è stato solo un caso e in futuro potrebbero ripetersi fenomeni di questo genere.
  • Un altro fra i casi più clamorosi di incidente sfiorato è quello riguardante l’Airbus A340 della Lan Chile, che nel 2007, con a bordo 270 passeggieri, in volo sull’Oceano Pacifico, fu lambito da un detrito proveniente da un satellite spia russo.
  • Un altro esempio è quello del 2 luglio 2018 il satellite CryoSat-2, in orbita a 700 km sopra la superficie terrestre, ha rischiato l’impatto con un detrito spaziale, come confermato dall’Agenzia spaziale europea. Il 9 luglio sono stati accesi i propulsori per spingerlo in un’orbita più alta, evitando l’impatto di appena 50 minuti, con detriti sfrecciati a più di 4.1 km al secondo (da notare che il cannone 8,8 cm PaK 43, con una lunghezza di 70 calibri, aveva una velocità alla volata compresa fra 700 e 1150 m/s comunque di gran lunga inferiore alla velocità di questi detriti).
  • Inoltre non è di molto tempo fa la notizia di una imprevista manovra di spostamento della Stazione Spaziale Internazionale, compiuta per evitare di essere colpita da un pezzo di metallo che le è sfrecciato accanto.
  • Oppure nel 2009 si è registrato lo schianto di un satellite commerciale americano, Iridium, contro uno di comunicazione, inattivo, russo, il Cosmos-2251. Migliaia di schegge si sono formate allora, che oggi minacciano la bassa orbita terrestre.

[Fonti: wikipedia; everyeye.it; nature; vitrociset; HDblog.it; Tom’sHardware; D-Orbit]

//Bruno Monaco, Luca De Iuliis//